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La mia città

di suprex (24/03/2006 - 13:10)

Nella mia città c'è un detto che, non so quanto sia giusto scritto così, recita più o meno: "accandu troppu accandu nudda".

Avrete già capito che la mia città è situata nell'Isolone in mezzo al Mediterraneo che è reputato "Italiano" solo per il turismo, e "Africano" per tutto il resto..

La mia città però, orgogliosamente, è il capoluogo di tale isola, o, se vogliamo considerare l'isola stessa alla stregua di uno staterello di disoccupati e incivili, potrei affermare sicuramente che si tratti della Capitale.

Certamente in fondo alle classifiche ISTAT per tutti i parametri o quasi, ha, tra le poche qualità universalmente riconosciute, 9 km circa di costa che la cinge da sud, con deliziosi quartierini fatti di villette mono o plurifamiliari che si affacciano sul golfo, e uno stramaledetto vento di maestrale che, statisticamente, per 3/5 dell'anno si manifesta in tutta la sua violenza, portando come unico beneficio una generale pulizia dell'aria, la qual cosa fa balzare questa strana cittadina in vetta alle classifiche, almeno per quanto riguarda la qualità dell'aria che si respira.

Vi chiederete perchè sia una cittadina strana: è presto detto! Questa è una città che come reddito pro-capite è abbastanza sotto la media, ma qui gli abitanti pensano tutti positivo, e l'impressione generale è che di soldi in giro ce ne siano parecchi.

La verità vera è che qui la gente per apparire ciò che non è, o non può permettersi di essere, rinuncia a tutto pur di avere qualche cosa che somigli a uno status symbol. Non sto parlando, naturalmente, della maggior parte delle pesone che abitano questa ridente cittadina, ma di una parte significativa che, poi, è sempre la stessa che si vede in giro da queste parti.

Questa è stata la città dove hanno venduto più Smart dopo Roma e Milano (erano trendy li, lo sono diventate anche qui). E quando la Mercedes già meditava consistenti ridimensionamenti di prezzo per far si che si potesse vendere ovunque, qui era già pieno di queste (all'epoca) strane vetturette.

Questa è la città dove si vedono per strada più BMW X5 e Porsche Cayenne che Fiat Punto.

Questa è la città nella quale la parola mafia è tabù (perchè è tipica dell'isola "cugina") ma, allo stesso tempo, una lobby fatta di pochi e noti personaggi si spartisce quasi tutto il mercato immobiliare, soprattutto quello dell'immobile che deve ancora "sorgere".

E' la città dove un albergo a 5 stelle che sarebbe sprecato persino sulla spiaggia di Miami, fa bella mostra di se, lontano dal mare, in un quartiere di vecchi palazzoni ex-GESCAL.

E' la città delle strade devastate (prossimamente un servizio fotografico..) e dei lavori in corso perenni, la città dove una strada appena asfaltata viene aperta l'indomani per chissà quale motivo.

E' la città del lavoro precario, quella dei call-center, quella di una delle più grosse imprese di servizi informatici e telefonici, che tra l'altro ha visto proprio qui i suoi natali.

E' la città dove sono nato e, anche se per la maggior parte del tempo sogno di vivere in qualsiasi posto tranne che in questo, proprio per le sue ineguagliabili e piacevoli sfumature, come l'impagabile piacere di una passeggiata in spider al calar del sole di primavera con la brezza che ti accarezza i capelli (maestrale permettendo) alla fine dei conti non la cambierei con nessun'altra al mondo.

E' la mia città!

E a proposito della prima frase in delizioso (?) dialetto locale che troneggia all'inizio del post, si trattava di una mia ennesima elucubrazione sul mio status di semi-disoccupato.

Ma questa è un'altra storia e ve la racconto un'altra volta.

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3 minuti d'odio per la pubblicità

di suprex (21/03/2006 - 16:27)

Avete mai provato a guardare attentamente le ore di pubblicità che infilano in mezzo alle trasmissioni? Passi per le reti Mediaset, che la pubblicità la usano per finanziarsi, ma che la Rai debba interrompere le trasmissioni e i film ogni 40 minuti mi fa davvero girare le palle.

Ma questa è una disquisizione che mi porta lontano dal mio ragionamento... che è il seguente: siamo tartassati dalla pubblicità, e questo è il dato di fatto, ma l'altra incontrovertibile verità è che il 90% delle pubblicità che passano fa veramente pietà!

Se io fossi un importante pezzo grosso di una società che, per ipotesi, vende merendine, manderei fisicamente a cagare chiunque mi proponesse uno spot per vendere i miei prodotti come quelli che utilizza la Kinder (ma è solo un esempio, ce ne sarebbero tanti altri...)

E, visto che non sono, purtroppo, un pezzo grosso di nessuna multinazionale di merendine o di qualsivoglia genere merceologico, mi prendo la sacrosanta libertà di evidenziare in questo mio blog le peggiori pubblicità che giornalmente ci triturano i maroni quando guardiamo la tv.

Eccole, in rigoroso ordine sparso:

- Acqua Lete: una penosa particella di sodio malamente stilizzata con una voce stridula che, passando per le orecchie, penetra nel cervello, gonfiando i neuroni prima e i testicoli dopo. Se incontrassi il doppiatore (o la doppiatrice, ancora non l'ho capito di che sesso è 'sta cazzo di particella!) gli impedirei a vita di emettere suoni dalla bocca per mezzo di decise badilate in faccia.

- Kinder Delice: il bambino, semplicemente, andrebbe preso e proiettato in un'altra dimensione, cosìcché non faccia più ritorno nella nostra per un tempo interminabile. Mi domando e dico: non si riescono a trovare delle facce intelligenti da mettere in tv? Mah!

- Acque Uliveto e Rocchetta: due dementi d'alto bordo, rispettivamente un calciatore e una ex miss, un odioso uccello parlante (sarà mica una donna che ha studiato questo spot terrificante? Qualche carenza da segnalare???), una fastidiosa voce che asserisce che queste acque siano "acque della salute", perchè fanno fare pipì e liberano l'organismo dalle tossine... Probabilmente questo lo fa anche l'acqua del rubinetto, che non costa 50 eurocent a bottiglia...

- Gled soffi: cosa vogliamo fare di questo bambino così occupato nella sua giornata da rimanere quattro giorni davanti a un deodorante che emette sbuffi di velenoso profumo? Si accettano suggerimenti anche su eventuali torture non ancora note al grande pubblico...

- Carta igienica Lucart: un pezzo di merda con una fluente chioma verde declama con l'entusiasmo e la voce di un moribondo il prodigio della carta igienica che è fatta senza buttare giù nemmeno un albero! Lodevole, sicuramente, ma forse è meglio sacrificare qualche albero che sentire la voce odiosa del già citato pseudo-rifiuto organico.

- Kinder-Ferrero (ma va?) Paneciock: due dei soliti odiosi bambini delle pubblicità di queste merendine velenose e care come il fuoco che improvvisano un rap all'italiana su una cover di Enzo Jannacci.. Resta in testa solo la nenia "Oh yeah" ripetuta sino alla nausea dal bambino (idiota) e dalla bambina (stronzetta) di turno... Terribile!

- Whiskas (o come diavolo si scrive): un ragazzo mentecatto parla da un divano del suo gatto come se l'avesse partorito lui, con una faccia che personalmente riempieri di calci... E mentre lui parla, il suo gatto inquadrato ogni tanto fa disastri in casa, mentre il padrone compiaciuto continua a descriverne le gesta. Roba da matti, la gente muore di fame e questo idiota se ne sta spaparanzato su un divano a gioire del fatto che il suo gattaccio mangi "nutrimenti" da 5 euro ogni 50 grammi!

- Vodafone (tutte): è mai possibile che tutti i giovani debbano essere come questi qui, che passano la vita in vacanza o attaccati al cellulare? Dicono "life is now".. E aggiungo io: andate a lavorare!!!

- Adesivi per dentiere (tutti, in generale): ci vuole molto a vietare per legge questi spot nelle "vicinanze" dell'ora di pranzo?

- Assorbenti (tutti): vedi sopra.

- Deodoranti ascellari (tutti): vedi sopra.

- 12.40: dooodiciquaaaraaaantaaaapaaaraapaaaaraaapaaa!!! CI AVETE ROTTO I COGLIONI!!!

- Emmelunga: dicono che amano ripetersi, io dico che ci hanno lussato le palle!!!

Ecco, questo è solo un assaggio, sono sicuro che chiunque di voi può ricordare con orrore qualche altro esempio di pubblicità psicologicamente devastante o, semplicemente, brutta da paura...

Avanti!

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Italiani, stranieri e disoccupazione

di suprex (16/03/2006 - 15:06)

Stamane come al solito sentivo un po' di radio: la trasmissione trattava l'annoso argomento immigrazione, però da un punto di vista che poco prestava il fianco a filosofeggiamenti ideologici vari. Si parlava semplicemente del fatto che i poveri immigrati che sono qui in Italia senza lavoro fisso sono spesso sfruttati, truffati e tartassati dagli occasionali datori di lavoro.

Ovviamente quello dei datori di lavoro è un comportamento piuttosto discutibile, ma dobbiamo per forza guardare in faccia la realtà che ci circonda. Al giorno d'oggi, purtroppo, i comportamenti riprovevoli che si tengono con i lavoratori immigrati sono pressoché gli stessi che le persone hanno con i propri dipendenti di natura e nazionalità italiana.

Certo, lamentarsi è giusto, ma fino a un certo punto.

Altra considerazione che mi è venuta in mente, sempre ascoltando la trasmissione radiofonica, è che al giorno d'oggi gli immigrati svolgono il lavoro che 20 o 30 anni fa svolgevano gli italiani, che, a loro volta, nel frattempo sono diventati viziati e certi tipi di lavoro non li vogliono più fare.

Ora capisco che non sia l'aspirazione massima di tutti andare a raccogliere pomodori o spalare merda chissà dove, ma sta diventando penoso il lamento di chi dice di non avere lavoro quando la stragrande verità che sta in fondo alla cosa è che la maggior parte dei disoccupati con scarsa o nulla istruzione NON HANNO VOGLIA DI FARE UN CAZZO!

Questa è la pura realtà. I lavori più umili, quelli che anni fa permettevano a una famiglia di vivere dignitosamente ora vengono largamente snobbati da chi cerca un lavoro. E non diamo la colpa agli immigrati che ce lo rubano, questo non è assolutamente vero!

La verità di oggi è che gli immigrati è giusto che si lamentino ma non è giusto che l'opinione pubblica pensi che solo loro siano gli sfruttati, i non assicuarti, i precari, i maltrattati, perchè queste realtà sono pane quotidiano anche per molti di noi italiani.

L'altra verità è che è inutile vivere aspettando sovvenzioni o case gratis quando si potrebbe umilmente cercare di costruirsi una vita facendo un lavoro non certo gratificante, ma che permetta comunque di riuscire a concludere qualcosa di positivo.

 

 

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